Economia

Confindustria, con la guerra commerciale si rischia la stagnazione

L’incertezza sui dazi di Trump taglia a +0,6% la previsione per quest’anno, ma in caso di escalation se ne andrebbero altri quattro decimi. Investimenti in caduta. Il presidente: “Non c’è più tempo, serve un piano straordinario” (Repubblica)

«Non possiamo pensare che i dazi per noi non siano un problema. La guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti e sicuramente se stasera verranno applicati dazi all’Europa sarà un ennesimo stop alle nostre imprese e alle nostre industrie». A dirlo è il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, durante la presentazione del rapporto di previsione del centro studi dell’associazione. L’escalation protezionistica, secondo il rapporto, può determinare un calo dello 0,6% del Pil italiano. Il rischio maggiore è la fuga di aziende e capitali negli Usa.

Confindustria prevede ora che il prodotto interno lordo (PIL) italiano crescerà dello 0,6% quest’anno. Si tratta di una riduzione significativa rispetto alla previsione ufficiale del governo dell’1,2% e inferiore anche al tasso di crescita dello 0,9% stimato dall’associazione a ottobre.

L’associazione prevede inoltre che la crescita del PIL italiano migliorerà all’1% nel 2026. L’economia della terza nazione più grande dell’eurozona è cresciuta di un modesto 0,7% sia nel 2024 che nel 2023.

Nel quarto trimestre dello scorso anno, il Paese è riuscito a raggiungere una crescita dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, dopo aver registrato una stagnazione nel terzo trimestre. La maggior parte degli analisti non prevede una ripresa significativa nel prossimo futuro.

Redazione

 

 

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