Donald Trump ha ribadito che sarà “molto gentile” con i partner commerciali degli Stati Uniti quando annuncerà i dazi. Altri paesi “si sono approfittati di noi e noi saremo molto gentili con loro, rispetto a quello che hanno fatto a noi”, ha affermato, assicurando che i dazi doganali Usa saranno “più bassi” e in alcuni casi “significativamente più bassi” di quelli imposti da altri stati. (Sole 24 Ore)
“I dazi metteranno fine alle pratiche commerciali sleali”, ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un’intervista a Fox, sottolineando che con le tariffe il “resto del mondo proverà quello che gli americani hanno provato finora. I dazi assicureranno reciprocità”.
“Ogni paese che ha trattato in modo scorretto gli Stati Uniti dovrebbe attendersi dazi”, ha aggiunto la portavoce, sottolineando che sulle tariffe che saranno annunciate il 2 aprile Trump si è consultato con il segretario al Tesoro Scott Bessent.
La Casa Bianca ha comunicato che in concomitanza con l’annuncio ufficiale dei nuovi dazi commerciali il presidente Trump terrà una conferenza stampa dal Rose Garden alle 16 (le 22 in Italia).
I media americani scrivono che alcuni partner commerciali soffriranno più di altri il piano di dazi che sarà varato domani. Mentre Trump ha pubblicizzato le nuove tariffe come la chiave per ripristinare le relazioni economiche dell’America con il resto del mondo, alcuni nella sua amministrazione hanno suggerito un focus più ristretto su una manciata di obiettivi primari. Il segretario al Tesoro Scott Bessent, in un’intervista a Fox Business il 18 marzo, ha individuato quelli che ha definito i “Dirty 15”. Si riferiva al 15% delle nazioni – scrive Cnbc – che rappresentano la maggior parte del volume degli scambi statunitensi, imponendo al contempo pesanti tariffe e altre “barriere non tariffarie” sulle merci statunitensi. Bessent non ha nominato questi paesi.